giovedì 3 febbraio 2011

Acqua pubblica, Zanotelli: "Fiumi battete le mani"

Alex Zanotelli commenta positivamente l'approvazione da parte della Corte Costituzionale di due dei tre quesiti referendari proposti contro la privatizzazione del servizio idrico e sostiene la necessità di sensibilizzare i cittadini affinché votino per affermare che l’acqua è un bene comune, diritto fondamentale umano.
di Alex Zanotelli - 27 Gennaio 2011 -
http://www.ilcambiamento.it/beni_comuni/zanotelli_referendum_acqua_pubblica.html

La Corte Costituzionale ha approvato due dei tre quesiti referendari: il primo, che afferma che l’acqua è un bene di non rilevanza economica, e il terzo che toglie il profitto dall’acqua

Sono queste le parole del Salmo 98 che mi sono improvvisamente affiorate alla mente quando mi è stato comunicato che la Corte Costituzionale aveva dato il via al referendum sull’acqua. Dopo anni di impegno, un sussulto di gioia e di grazie al Signore che riesce ancora a operare meraviglie, e un grazie allo straordinario 'popolo dell’acqua' che ci ha regalato in due mesi un milione e mezzo di firme.

La Corte ha approvato due dei tre quesiti referendari: il primo, che afferma che l’acqua è un bene di non rilevanza economica, e il terzo che toglie il profitto dall’acqua. Che la Corte Costituzionale (piuttosto conservatrice) abbia accolto queste due istanze sull’acqua in contrasto con i dogmi del sistema neo-liberista, è un piccolo miracolo. E questo grazie agli straordinari costituzionalisti che le hanno formulate e difese, da Rodotà a Ferrara, da Mattei a Lucarelli senza dimenticare Luciani.

Ma la grande vincitrice è la cittadinanza attiva di questo paese che diventa il nuovo soggetto politico con cui anche i partiti dovranno fare i conti. “I cittadini si sono appropriati del diritto di esprimersi sui beni comuni - hanno commentato A. Lucarelli e U. Mattei - sui beni di loro appartenenza, su quei beni che esprimono utilità funzionali all’esercizio dei diritti fondamentali. Si è dato così significato e dignità all’art.1 della Costituzione Italiana, ovvero al principio che assegna al popolo la sovranità in una stagione di tragedia della democrazia rappresentativa”.

Tutto questo apre a una nuova stagione di democrazia: il cammino per riappropriarci dei beni comuni che ci sono stati sottratti. E questo l’abbiamo ottenuto senza finanziamenti (ognuno ha dato quello che ha potuto), senza i partiti presenti in Parlamento e senza l’appoggio dei grandi media. Questo rende ancora più straordinaria questa vittoria, la prima nel suo genere nell’Unione Europea.

Dobbiamo ora lavorare sodo per informare, sensibilizzare, per convincere 25 milioni di italiani ad andare a votare (questo è il quorum necessario per la validità del referendum). Sarà una campagna referendaria molto dura perché abbiamo davanti un Sistema economico-finanziario che non può perdere l’oggetto del desiderio del XXI secolo: l’oro blu che è già scarso e andrà sempre più scarseggiando per il surriscaldamento del Pianeta.

Per questo dobbiamo organizzarci bene con comitati a livello provinciale come a quello regionale. Dobbiamo imparare i processi democratici partendo dal basso, lavorando in rete e tenendoci tutti per mano, nel profondo rispetto del volto di ogni persona. Dobbiamo far nascere il nuovo dentro un Sistema che mercifica tutto, anche le persone.

Nel frattempo invitiamo poi i cittadini a chiedere tre cose:

1) la Moratoria della legge Ronchi, per impedire la privatizzazione dell’acqua in pieno svolgimento del referendum perché, in caso di vittoria, quei Comuni che avranno privatizzato, dovranno sborsare somme notevoli ai privati per riappropriarsi della loro acqua;

2) la convocazione di un consiglio comunale monotematico sull’acqua per sottrarre il servizio idrico alle regole del mercato e della concorrenza, e sostenere e appoggiare i due Sì al referendum promosso dal Comitato referendario 2 Sì per l’acqua bene comune;

3) il voto referendario venga associato alle elezioni amministrative previste per il mese di maggio.

Riteniamo poi fondamentale il ruolo che la Chiesa italiana può svolgere in questo referendum. Pertanto ai cristiani, alle parrocchie, alle comunità ecclesiali, chiediamo il coraggio di scendere a fianco di questo grande movimento dell’acqua pubblica. Chiediamo ai nostri vescovi di esprimersi ribadendo che l’acqua è la vita ed è un diritto fondamentale umano. In vista del referendum, chiediamo che la CEI si esprima sul tema di questo referendum, perché si tratta di un problema etico e morale.

Tutto questo è stato espresso molto bene dal vescovo cileno Luis Infanti della Mora di Aysén (Patagonia), nella sua stupenda lettera pastorale 'Dacci oggi la nostra acqua quotidiana': “La crescente politica di privatizzazione è moralmente inaccettabile quando cerca di impadronirsi di elementi così vitali come l’acqua, creando una nuova categoria sociale: gli esclusi. Alcune multinazionali che cercano di impadronirsi di alcuni beni della natura, e soprattutto dell’acqua, possono essere legalmente padroni di questi beni e dei relativi diritti, ma non sono eticamente proprietari di un bene dal quale dipende la vita dell’umanità. È un’ingiustizia istituzionalizzata che crea ulteriore fame e povertà, facendo sì che la natura sia la più sacrificata e che la specie più minacciata sia quella umana, i più poveri in particolare”.

E allora diamoci tutti da fare perché “i fiumi ritornino a battere le mani” quando il popolo italiano sancirà con i due Sì che l’acqua è bene comune, diritto fondamentale umano.

martedì 1 febbraio 2011

Il corpo delle donne

In questa Italia oramai allo sbaraglio, in attesa del golpe e della violenza di stato, ciò ke esce più malconcia è la donna. Su sito de El Pais ho letto un articolo "Le curve prima del curriculum", un amarissimo sull'Italia berlusconiana, sugli ultimi 15 anni di baldoria. E sulle donne. Ed in questo articolo ho trovato il link ad un filmato interessante di Lorella Zanardo, "Il corpo delle donne". Un amara panoramica sullo stato di catalessi nella quale siamo caduti noi cittadini italiani. Breve, ma ke fa riflettere. E ke non ho visto su nessun media italiano.


Un altro ke però non sono riuscito a trovare se non in trailer, sempre citato nell'articolo spagnolo, è Sorelle d'Italia, ke spero presto di riuscire a trovare online.

Maschere

“L’Italia è un Paese ridicolo e sinistro”. Nel settembre 1975, quando i sociologi la consideravano il laboratorio politico d’Europa e le forze progressiste, anche quelle spagnole, vedevano la sua società civile come un modello da imitare, Pier Paolo Pasolini scrisse queste parole. “I suoi potenti sono delle maschere comiche, vagamente imbrattate di sangue. Ma i cittadini italiani non sono da meno”. Pasolini, considerato dai suoi compatrioti, persino in alcuni ambienti di sinistra, un intellettuale sgradevole a causa del pessimismo scarno delle sue opinioni, indicava due colpevoli: la scuola e la televisione, complici nell’aver trasmesso un’ideologia di edonismo carente di valori umani e umanisti.
35 anni dopo, Berlusconi incarna la visione pasoliniana della realtà con tanta maestria, come se stesse interpretando il ruolo principale nell’opera postuma dell’artista. I capelli tinti ed il viso coperto di trucco, le sue disperate ostentazioni giovanili di seduttore senile battono ogni giorno i suoi record di indecenza, senza che molti dei suoi concittadini trovino motivi per smettere di celebrare le sue pagliacciate.
Non voglio essere sgradevole, ma Berlusconi mi sembra più sinistro che ridicolo. Per provare che i sociologi degli anni settanta avevano ragione quando avvertivano che la società italiana anticipava l’evoluzione del resto del continente, basta contemplare le maschere della principessa del popolo e la sua corte di enormità. Sotto c’è una faccia brutta e volgare che nessuno vuol vedere. È la magia della televisione. Quando la triviale rappresentazione del cannibalismo smetterà di essere un ameno passatempo da godersi in famiglia, allora forse le sue stelle si saranno trasferite nei seggi del Governo e ci sarà qualcuno che dirà che è pura democrazia. Conviene prepararsi al peggio, leggete Pasolini.

http://www.elpais.com/articulo/ultima/Mascaras/elpepiopi/20110131elpepiult_1/Tes

lunedì 31 gennaio 2011

Info su PIU Europa

Inviata a: urp@regione.campania.it; ass.taglialatela@regione.campania.it

Salve, mi chiamo Luciano Palomba e sono cittadino di Torre del Greco. Ho letto che il comune di Torre del Greco ha presentato i progetti per il piano PIU Europa. Ho dato un'occhiata ai progetti che sono presenti sul sito del comune e che sono stati sottoposti alla regione nei giorni scorsi. Tra i progetti, c'è quello denominato consorzio Villa Inglese: dandoci un'occhiata, mi è venuto un forte dubbio che si tratti di una proprietà privata, utilizzata dalla società appaltatrice che si occupa della raccolta dei rifiuti come sversatoio.
Dato che si tratta di fondi pubblici, Vi sarei grato se riusciste a togliermi questo dubbio.
grazie
luciano palomba

sabato 29 gennaio 2011

Solo munnezza!

Inchiesta rifiuti a Napoli, indagato Bassolino Arrestati prefetto ed ex vice di Bertolaso
Le misure cautelari sono state prescritte per 14 persone, tra cui Marta Di Gennaro, ex vice del capo della Protezione Civile e il prefetto Corrado Catenacci. L'accusa è di aver consentito lo sversamento di percolato in mare
Sono nomi di spicco quelli coinvolti nell’inchiesta sui rifiuti a Napoli che in mattinata ha portato all’arresto di Marta Di Gennaro, ex vice di Guido Bertolaso alla Protezione Civile, e del prefetto Corrado Catenacci, ex commissario ai rifiuti della Regione Campania. E tra le 38 persone indagate risultano pure l’ ex presidente della Regione Antonio Bassolino, l’ex assessore regionale Luigi Nocera e l’ex capo della segreteria politica di Bassolino, Gianfranco Nappi. L’operazione per reati ambientali è stata eseguita in varie zone d’Italia dai carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico) e dalla Guardia di Finanza di Napoli, coordinata dalla procura della Repubblica di Napoli. A Di Gennaro e Catenacci è stato concesso il beneficio degli arresti domiciliari. Nella stessa operazione sono state arrestate altre 12 persone. Le accuse sono di associazione per delinquere, truffa e reati ambientali. Sequestri di documentazione sono stati messi in atto in diverse sedi istituzionali, come la Prefettura di Napoli, la Regione Campania ma anche la Protezione civile di Roma e in sedi di aziende di rilievo nazionale. Nel corso delle indagini è stata accertata l’esistenza di un accordo illecito tra pubblici funzionari e gestori di impianti di depurazione campani che ha consentito, per anni, lo sversamento in mare del percolato (rifiuto liquido prodotto dalle discariche di rifiuti solidi urbani), in violazione delle norme a tutela dell’ambiente. Il percolato veniva immesso senza alcun trattamento nei depuratori dai quali finiva direttamente in mare, contribuendo ad inquinare un lunghissimo tratto di costa della Campania, dal Salernitano fino al Casertano.
Le ordinanze di custodia cautelare (otto in carcere e sei ai domiciliari) sono state eseguite a Napoli, Roma, Caserta e Parma. L’indagine, durata fino al luglio 2010 e prosecuzione di quella conclusa nel maggio 2008 (nota con il nome di ‘Operazione Rompiballe’, che ha portato all’arresto di 25 indagati per traffico illecito di rifiuti) è stata sviluppata mediante attività tecniche, nonché riscontri documentali, che hanno permesso di acquisire gravi indizi di colpevolezza nei confronti di ex uomini politici, professori universitari, dirigenti della pubblica amministrazione e tecnici delle strutture commissariali che si sono avvicendati al Commissariato per l’emergenza rifiuti della Regione Campania dal 2006 al 2008.

http://comibosco.blogspot.com/2011/01/solo-munnezza.html

venerdì 28 gennaio 2011

Minacce

Continua l'opera di minacce. In tv, giovedì 28 gennaio si è aggiunto un altro tassello di arroganza. Un direttore di azienda ke kiama durante una trasmissione, sicuramente sollecitato dal capodeicapi, e che legge un testo di cavilli e articoli. Dall'altra parte, un professionista ke, condivisibile o meno, sa fare il suo lavoro, e ke lo smonta, in un attimo. Porta alla luce del sole il suo servilismo. Bravo Santoro.

giovedì 27 gennaio 2011

Siamo fatti tutti così

La tattica era kiara sin dall'inizio. Creare uno stato parallelo, fatto di appalti truccati, corruzione, pozzi di soldi pubblici da poter ingurgitare. Far partecipare al banketto quanti più amici possibile. In gioco c'era il potere personale, interessi economici personali e dei padrini siciliani. Allora, si è fatto partecipare il fascista, il democristiano, il camorrista, il leghista, addirittura il vaticano. Si è mangiati a sbafo, per anni. Si sono stretti rapporti stretti: tutti sapevano tutto. E se qualcuno non si confidava su qualcosa, ci pensavano i giornali patinati di partito ad arrivare alla "notizia". Anche in maniera grottesca. Il messaggio cominciava ad essere kiaro solo una quindicina di anni dopo: so tutto di voi. Vi tengo per le palle. Gli amici lo hanno cominciato a capire, e hanno cominciato a pentirsene: forse non si doveva effettivamente consegnare nelle mani di una sola persona tutto il potere economico/mediatico. Tutti sotto scacco: nessuno parli, altrimenti i cani verranno sciolti. In questo preciso momento storico, i cani sono stati sciolti.E per calmare i bollori, paradossalmente basta soffiare sul fuoco: additare la magistratura, cancellare diritti, immettere odio nella flebo della democrazia. Portare gente in piazza, la gente del partito dell'amore.