giovedì 1 dicembre 2011
Frecce rosse...di vergogna
venerdì 16 settembre 2011
Sfogo - 2
2) Treni superveloci, più convenienti di un'aereo. E già, perkè se dovessi andare a Milano con l'aereo, atterrerei a Malpensa o Linate, un'ora di tax o di pullman dal capoluogo. Perdendo tempo per il check-in e per il check-out. E inquinerei l'aria in maniera vergognosa. Il treno, invece, arriva al centro città: scendo e sono già pronto per l'aperitivo...Certo i costi non sono da intercity, ma una volta si può fare. Per Roma, la FrecciaRossa è stata una manna per i pendolari. Napoli-Roma in un'ora. Non riesci nemmeno a leggere un'articolo di Feltri, in un'ora. Già sei arrivato a Termini. Scendi, lavori, finisci di lavorare, e sei di nuovo in treno. Pronto a tornare al focolare. Un abbonamento costoso, chiaro: € 350,00 non sono poki. Ma se considero i prezzi per fittarmi una stanza nella capitale, e sommo i costi dei treni per scendere anke solo una volta ogni 15 giorni, beh mi conviene l'abbonamento. Stiamo parlando di servizio pubblico, chiarisco. Espletato da una azienda privata, di proprietà dello Stato (FS). Un paradosso, ma funziona così. Un'azienda privata ke sul progetto TAV ci ha speso miliardi di euro, molti di più di quelli ke erano previsti in partenza. E ke ora con un gioco meskino e sporco, sta cercando di far viaggiare solo con questi treni gli italiani. E già perkè gli intercity e i regionali, ormai stanno scomparendo. Gli IC per Roma costano circa 25 euro e ci impiegano 2 ore e mezza. I regionali costano 10 euro, e ci impiegano 3 ore! Quindi, la strategia è kiara: fare profitto come un'azienda privata, abbandonando il concetto di welfare e stato sociale. Se non hai soldi, fanculo in un regionale. Se arrivi, arrivi. Cosa dici? Paghi anke tu le tasse? Fessakkiotto! Fai come gli altri! Beh, il bello non è ancora arrivato: dal prossimo mese, le FS stanno minacciando un aumento dell'abbonamento mensile della TAV per Roma di oltre 100 euro (costo complessivo intorno ai 450 euro). Una riduzione dello spazio destinato agli abbonati (si parla di una carrozza sola o 2 al max a treno) con la solita guerra tra poveri per accaparrarsi un diritto. Giocando sulla necessità dei lavoratori di spostarsi e contemporaneamente gestire e occuparsi della famiglia e della propria vita lontana dall'ufficio. Minkioni al potere ke si riempiono la bocca della più meskina e ipocrita bigotteria vaticana "I valori della famiglia", "L'importanza di una moglie, un marito, di figli" e ke poi se ne sbattono dei servizi elementari per le famiglie: zero lavoro, zero trasporti...zero in pagella.
Vi consiglio di andare sul sito pendolari.org , dal quale sta partendo qualke iniziativa per farsi sentire.
giovedì 28 luglio 2011
Proposta: benzina a 100 euro a litro!
Benzina, la spesa per il pieno sorpassa quella per il cibo
Per effetto degli aumenti la spesa per trasporti, combustibili ed energia elettrica delle famiglie italiane ha sorpassato quella per gli alimentari e le bevande. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat, in occasione del nuovo record storico raggiunto dal prezzo della benzina al sud. "Sui 2.453 euro spesi mensilmente dalle famiglie italiane ben 471 euro (il 19,2 per cento) - sottolinea la Coldiretti - vengono destinati a trasporti, combustibili ed energia elettrica, mentre 467 euro (il 19 per cento) all’alimentazione".
Esempi concreti di questa anomalia non mancano con il prezzo di un litro di benzina alla pompa che - precisa la Coldiretti - è oggi superiore a quello di un litro di vino da tavola in vendita sugli scaffali del supermercato, a quello di un litro di latte fresco e a quello di un chilo di pasta. In particolare al sud la verde viene pagata quasi 1,69 euro al litro, un valore superiore - spiega la Coldiretti - a quanto costa mediamente il vino da tavola a Napoli o a Bari, secondo le rilevazioni Osservaprezzi del Ministero dello Sviluppo economico.
"Alimentare ed energia sono in realtà - sottolinea la Coldiretti - due voci di spesa strettamente connesse in un Paese come l’Italia dove l`86 per cento dei trasporti commerciali avviene su gomma. L’aumento dei carburanti pesa notevolmente sui costi della logistica e sul prezzo finale di vendita dei prodotti alimentari ma spinge anche - conclude la Coldiretti - verso il consumo di prodotti locali e di stagione che non devono subire lunghi trasporti".
Considerando i costi ambientali che l'estrazione di combustibili fossili comporta, è ragionevole che un litro di benzina costi di più di un litro di latte o di un chilo di pasta, tanto più se si tratta di prodotti locali. Ma è altrettanto ragionevole che le famiglie italiane continuino a destinare quasi il 20 per cento del loro reddito mensile in trasporti, combustibili ed energia elettrica?