giovedì 25 agosto 2011

Pedali e sudore

Il sole ti brucia, ti rende bicolore
ti tempra sulle salite, cerchi di non cedere.
Quando sali, pensi solo a ciò che ti aspetta oltre,
senza contare le pedalate, guardi solo il rapporto di chi ti precede.
Scollini, e il mondo ti sembra migliore,
i colori più vivi, l'aria fresca, la meta più vicina.
Ne puoi fare 100 di salite,
in sella sai bene che non ce n'è una senza discesa.

martedì 2 agosto 2011

Le 6 scuse più comuni per non usare la bicicletta al posto dell'auto

Come ogni mattina, vi siete preparati per uscire e andare al lavoro: qual è il vostro mezzo di trasporto? Siete tra coloro che non riescono a rinunciare alla propria auto o tra i volenterosi che saltano in sella alle due ruote e compiono il tragitto quotidiano verso l’ufficio in bicicletta? Oppure fate parte della (nutrita) schiera di persone che “sarei felice di uscire in bici ma…”?

Non è raro, infatti, che alcune obiezioni più o meno fondate e ragionevoli ci spingano ad abbandonare il proposito di spostarci pedalando e di gravare solo sui muscoli delle nostre gambe, facendoci tornare ai “vecchi” mezzi di trasporto. E non è raro neppure che tali obiezioni diventino per noi delle comode giustificazioni quando si tratta di spiegare perché, pur essendo a favore di uno stile di vita a basso impatto ambientale, non riusciamo a metterlo in pratica nei nostri spostamenti quotidiani.

Ecco quindi 6 scuse particolarmente diffuse, insieme alle quali cerchiamo anche di offrirvi delle possibili soluzioni (e se proprio non volete, non potete o non ve la sentite di utilizzare la bici su base quotidiana, cercate comunque di impegnarvi a lasciare a casa il più possibile l’auto privata, preferendo i mezzi pubblici o soluzioni a basso impatto come il car sharing e il car pooling).

1. Devo trasportare oggetti/cose troppo pesanti

Computer portatile, contenitori per il pranzo, un cambio… a volte non riusciamo ad evitare di portarci dietro dei pesi che ci influenzano nella scelta del mezzo di trasporto più indicato. Certo, pedalare nel traffico sbilanciati, facendo gli equilibristi tra borse e sportine, non è né comodo né semplice. Anzi, è proprio pericoloso. Tuttavia, molti degli scompensi dovuti al peso e all’ingombro delle cose che trasportiamo possono essere ovviati in modo piuttosto semplice: basta applicare alla propria bici un cestino capiente o un pratico portabagagli, e il più è fatto! E se volete essere ancora più eco-chic, provate a farveli da soli con questi consigli.

2. Sta piovendo!

A volte la pioggia (specie se è in corso un vero e proprio temporale) spinge a ripensamenti e a cambi di programma anche i ciclisti più fedeli e assidui. Nessuno, infatti, vuole arrivare al lavoro o ad un appuntamento importante bagnato fradicio.

La soluzione per non rinunciare né al proprio mezzo di trasporto preferito né ad un aspetto dignitoso potrebbe essere investire in indumenti traspiranti e in una buona giacca a vento, di quelle impermeabili e munite di cappuccino, oppure – per i mesi meno freddi - in un buon k-way. Sarebbe poi una buona idea avere un cambio nel proprio luogo di lavoro - soprattutto se in ufficio dovete indossare abiti o scarpe eleganti, che stridono con una pedalata di buona lena, soprattutto se sotto la pioggia!

3. Sta nevicando

La neve è un’evenienza molto meno comune della pioggia (per lo meno alle nostre latitudini), ma può rivelarsi ugualmente fastidiosa. Molte bici da strada diventano inutilizzabili in caso di neve o di ghiaccio lungo il percorso: l’unica possibilità per far fronte a questo tipo di emergenze, se siete dei ciclisti duri e puri, è un mountain bike.

Per quanto riguarda gli abiti, invece, valgono gli stessi consigli applicabili alla pioggia e i nostri consigli per andare in bici d'inverno

4. Il caschetto mi rovina i capelli

Se viaggiate in auto dovete allacciare la cintura, se scegliete di pedalare dovete indossare l’apposito elmetto di protezione, affinché il vostro tragitto sia non solo più green ma anche più sicuro. Tuttavia, quello che è uno strumento di protezione diventa troppo spesso un deterrente all’uso delle due ruote: il caschetto, infatti, comprime inevitabilmente i capelli, scompigliandoli, con grande disappunto di molti di noi, che magari, prima di uscire, hanno speso del tempo a fasi belli.

Il problema si può aggirare portando sempre con sé (oppure tenendo in ufficio, insieme al cambio) una spazzola e tutto il necessario per restituire alla propria chioma l’aspetto che si desidera. D’altra parte, se l’obbligo del casco non impedisce l’uso quotidiano di scootere moto, perché dovrebbe scoraggiare i ciclisti?

5. In bici impiego troppo tempo per spostarmi

È un dato di fatto: chi pedala compie di solito uno sforzo maggiore e – generalmente - impiega più tempo a raggiungere la propria meta rispetto a chi guida. Ok, questa è la regola. L’eccezione è rappresentata dalle ore di punta nelle grandi città, quando le strade sono così congestionate da determinare lunghissime colonne di auto: ebbene, in questi casi avere una bici a portata di mano potrebbe essere una soluzione ottima sia per evitare lo stress di lunghe code che per risparmiare il tempo (e il denaro…) che altrimenti dedicheremmo alla palestra o al fitness.

6. C’è troppo traffico!

A quest’ultima affermazione è più difficile controbattere: traffico e scarsa educazione stradale sono una costante nelle nostre città e solo in alcuni Comuni (pochi…) ci sono piste ciclabili davvero degne di questo nome, utili e sicure. Detto questo, se avete fiducia nelle vostre capacità e non temete la concorrenza di auto, bus, taxi e scooter, non esistono particolari controindicazioni. Basta ricordare di usare tutte le precauzioni del caso, indossando il vostro elmetto, rispettando le regole della strada (non imboccate sensi unici contromano, osservate la segnaletica, fermatevi con il rosso…) e avendo cura di controllare sempre che i fanali e le luci della vostra bici siano in buono stato.

E con questo… buona pedalata a tutti!

Lisa Vagnozzi - greenme.it

giovedì 28 luglio 2011

Proposta: benzina a 100 euro a litro!

Benzina, la spesa per il pieno sorpassa quella per il cibo

Per effetto degli aumenti la spesa per trasporti, combustibili ed energia elettrica delle famiglie italiane ha sorpassato quella per gli alimentari e le bevande. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat, in occasione del nuovo record storico raggiunto dal prezzo della benzina al sud. "Sui 2.453 euro spesi mensilmente dalle famiglie italiane ben 471 euro (il 19,2 per cento) - sottolinea la Coldiretti - vengono destinati a trasporti, combustibili ed energia elettrica, mentre 467 euro (il 19 per cento) all’alimentazione".

Esempi concreti di questa anomalia non mancano con il prezzo di un litro di benzina alla pompa che - precisa la Coldiretti - è oggi superiore a quello di un litro di vino da tavola in vendita sugli scaffali del supermercato, a quello di un litro di latte fresco e a quello di un chilo di pasta. In particolare al sud la verde viene pagata quasi 1,69 euro al litro, un valore superiore - spiega la Coldiretti - a quanto costa mediamente il vino da tavola a Napoli o a Bari, secondo le rilevazioni Osservaprezzi del Ministero dello Sviluppo economico.

"Alimentare ed energia sono in realtà - sottolinea la Coldiretti - due voci di spesa strettamente connesse in un Paese come l’Italia dove l`86 per cento dei trasporti commerciali avviene su gomma. L’aumento dei carburanti pesa notevolmente sui costi della logistica e sul prezzo finale di vendita dei prodotti alimentari ma spinge anche - conclude la Coldiretti - verso il consumo di prodotti locali e di stagione che non devono subire lunghi trasporti".

Considerando i costi ambientali che l'estrazione di combustibili fossili comporta, è ragionevole che un litro di benzina costi di più di un litro di latte o di un chilo di pasta, tanto più se si tratta di prodotti locali. Ma è altrettanto ragionevole che le famiglie italiane continuino a destinare quasi il 20 per cento del loro reddito mensile in trasporti, combustibili ed energia elettrica?

da ilcambiamento.it

lunedì 25 luglio 2011

Pranzo di lusso: sette euro

Carlo Monai, il deputato dell'Idv che ha deciso di raccontare tutti i privilegi della Casta, continua a stupirci.
Racconta che a Montecitorio e Palazzo Madama arrivano ogni giorno inviti per mostre, happening vari, sfilate di moda. Il cibo si paga? «Dipende. Il bar della bouvette è in linea con i prezzi di mercato. Il ristorante, invece, no. Ci costa in media 15 euro, ma la tavola è apparecchiata come un tre stelle Michelin, i camerieri sono in livrea, lo chef è bravo e prepara piatti di grande qualità. Io cerco di non appesantirmi, e ci vado raramente. L'unico appunto», chiosa sorridendo, «riguarda la cantina: ci sono ottimi vini, ma nessuna bottiglia friulana».
Al Senato si può mangiare uno spaghetto alle alici a 1,60 euro, un carpaccio di filetto a 2,76 euro, un pescespada alla griglia a 3,55 euro. Prezzi ridicoli. «Anche in consiglio regionale c'era un buon self service. Primo, secondo, caffè e frutta a 10 euro». Pure uno shampoo costa poco: la nostra guida è un frequentatore della mitica barberia della Camera, dove un taglio costa 18 euro (al Senato, invece, è gratis). «In questo caso, credo che sia un servizio da conservare: consente al parlamentare di avere sempre un aspetto dignitoso, anche quando arriva il martedì con i capelli spettinati».
Ma i servizi dedicati ai politici non finiscono qui. Dentro Montecitorio c'è uno sportello del Banco di Napoli, diventato famoso perché il consigliere Marco Milanese ha movimentato, su un conto dell'agenzia Montecitorio, qualcosa come 1,8 milioni di euro in pochi anni. Non è il solo ad aver aperto un conto lì, visto che gli onorevoli possono approfittare di tassi agevolati per mutui e prestiti.
Precisa Monai: «Molti usano la diaria non per affittare la casa a Roma, ma per comprarla. L'importante è essere rieletti. Per un mutuo di 150 mila euro a cinque anni il tasso fisso è appena del 2,99 per cento, uno o due punti sotto quello di mercato. Idem per un prestito: possiamo avere un tasso agevolato al 2-3 per cento».
Anche le prestazioni sanitarie sono rimborsate: Monai dopo un incidente in cui ha distrutto una Mercedes ha ottenuto il rimborso di 580 euro di massaggi, e ammette che il Parlamento gli paga cinque giorni di cure termali l'anno.
I radicali hanno scoperto altri benefit: occhiali gratis, psicoterapia pagata, massaggi shiatsu, balneoterapia. Tutti servizi destinati a oltre 5.500 persone, tra deputati e familiari. Alla Camera, poi, non si chiama mai il 118: ci sono anche alcuni infermieri nascosti tra gli scranni dell'Aula adibiti a "rianimare" il deputato nel caso si sentisse male. Costano al contribuente 650 mila euro l'anno.
Dopo una vita da nababbo, l'ex parlamentare o il consigliere non viene abbandonato dalla casta. L'assegno di fine mandato non si nega a nessuno, e il vitalizio scatta per tutti. Per prendere una pensione bastano cinque anni di mandato alla Camera o al Senato, (in media 6 mila euro a testa al mese), per una spesa che nel 2013 toccherà i 143,2 milioni di euro l'anno. Tra le Regioni solo l'Emilia-Romagna ha abolito il vitalizio, tutte le altre non ci pensano nemmeno: così nel Lazio può accadere che gli ex e i trombati si prendano 4 mila euro al mese ad appena 55 anni.
Non male, in tempo di crisi.

Non sparare

Soldato, osserva in silenzio l'orizzonte.
Le vedi le luci che illuminano la tua mimetica?
Ti fanno paura?
E quella sfera bianca che è lì nel cielo?
Cosa pensi? Ti mette in pericolo?
La vorresti spegnere?
Non puoi. Se c'è qualcuno contro natura, sei tu.

venerdì 22 luglio 2011

Penso

Lo sai a cosa penso? Al viaggio.
Un continuo viaggio per qualunque terra percorribile.
Non ho mai avuto pause, fino ad ora.
Parlare, assorbire esperienze, vivere, sporcarsi, sudare, puzzare.
Non consumare e comprare.
Conoscere, e perire.

giovedì 21 luglio 2011

Io ti do, tu mi dai

Le campagne elettorali dei "vincenti" sembrano funzionare così: io do una cosa a te, tu mi dai il voto a me. Io ti do un posto di lavoro, tu mi dai la potrona. Io ti do la discarica, tu dammi l'ospedale. Io ti concedo il terreno dei miei concittadini per un bel digestore, tu mi rendi rivoluzionario agli occhi degli stessi. Ooops, mi è scappato....